
Non è facile raccontare in poche righe la gioia che ha riempito il mio cuore nelle ore passate alla fontana della riconciliazione. È stata un’esperienza che ho atteso a lungo perché, vedendo quanta speranza e fede generava nei miei amici più grandi che l’avevano vissuta, desideravo fortemente sperimentarla anche io.
E finalmente l’occasione si è presentata!
Nella notte dell’Agorà ho visto realmente come il Signore, se ci lasciamo portare da Lui, opera meraviglie anche attraverso di noi. In questa notte, nella nostra fontana, ho accompagnato tanti giovani come me nel vivere con gioia il sacramento della riconciliazione.
Erano ragazzi e ragazze che non avevo mai visto, ma che portavo nella preghiera già da quando, con i miei amici, era iniziato il percorso in preparazione a Loreto.
Ed è stato stupendo poter essere loro vicina nel momento in cui aprivano il cuore alla misericordia di Dio!
Uno strumento, sì, sono stata uno strumento nelle mani di Dio e me lo hanno rivelato proprio i ragazzi che ho preparato: con i loro sorrisi, i loro abbracci e ringraziamenti, il loro venirmi a cercare tra tutte le persone della fontana per poter ringraziare insieme, in ginocchio davanti alla croce, per il dono meraviglioso che avevano ricevuto!
Quanta gioia e quante lacrime di conversione nei loro occhi!
E tante volte anche il mio cuore si è riempito di una grande commozione nel poter vivere da protagonista questa notte di Grazia.
E che dono stupendo poter condividere questa gioia con tanti amici che, insieme a me, svolgevano lo stesso servizio!
I nostri sguardi si incrociavano lungo la corsia centrale della fontana, in un silenzio stupefacente in mezzo ad una spianata in festa, tra file di ragazzi che attendevano di confessarsi e sacerdoti che instancabilmente e con grande generosità amministravano il perdono di Dio.
Bastava un sorriso per comunicare la gioia e la carica che ci riempiva il cuore e per incoraggiarci, nonostante la stanchezza, nel continuare il nostro servizio.
Ho trascorso tutta la notte alla fontana, non riuscivo ad allontanarmi dal luogo nel quale ero stata testimone di una Grazia di Dio così abbondante!
Ed è stato proprio quando ormai la notte era trascorsa e il sole sorgendo illuminava la piana, che mi è stata rivolta una richiesta inaspettata. Un sacerdote, che durante tutta la notte aveva confessato i giovani, mi ha chiesto di essere preparato a sua volta!
Ero stupita ed anche un po’ impaurita da questa domanda, ma non ho esitato a rispondere che l’avrei fatto volentieri. In quel momento, come per tutte le altre preparazioni, ho invocato il dono dello Spirito Santo, perché fosse Lui a parlare attraverso di me.
Ora la notte dell’Agorà di Loreto è finita, la fontana della riconciliazione ha terminato il suo compito, ma ciò che è stato seminato nei nostri cuori non può cadere!
La gioia di essere annunciatori del perdono di Dio, la semplicità nell’accompagnare altri giovani nel vivere questo sacramento, la fiducia grande che “nulla è impossibile a Dio” sono doni che dobbiamo custodire e far fruttificare.
Con la speranza che il ricordo di questa notte non diventi la memoria di un’esperienza isolata, ma possa essere per tanti una spinta nell’accostarsi con fiducia, accompagnati dai propri amici anche nell’ordinarietà della vita, al sacramento della riconciliazione.