
Quando vivi certe esperienze di Grazia, quando senti che qualcosa di grande è accaduto, quando percepisci di essere stato protagonista di un evento straordinario, quando intuisci che la tua vita non può uscire indifferente da quell’incontro, ecco che esplode la gioia e l’urgenza di dire a tutti le meraviglie che il Signore ha operato in te e attraverso di te, un po’ come è accaduto a Maria,che in fretta si è messa in viaggio per raccontare alla cugina la Misericordia del suo Dio.
La notte di veglia a Loreto è stata una vera Annunciazione. Ancora una volta il Signore ha desiderato farsi vicino, si è calato nella storia, nella nostra storia, per confermare al cuore di tanti giovani la Sua predilezione di Padre e per rivelare a ciascuno la promessa di una vita felice e feconda. Ho visto un fiume di giovani lasciarsi accompagnare da tanti altri giovani all’appuntamento della Riconciliazione, tantissimi accostarsi al sacramento del Perdono con il timore e il tremore di chi intuisce che quello è il luogo in cui è davvero possibile rigenerare la propria vita. Ho visto lacrime scorrere sul viso di piccoli e grandi, lacrime di gioia profonda per il perdono ricevuto, lacrime di riconoscenza, lacrime di sofferenza che non nascondono la lotta che un cuore deve vincere per arrendersi alla Misericordia di Dio. Ho incrociato sguardi smarriti, altri timorosi,tanti che esprimevano un desiderio forte e evidente di non lasciarsi sfuggire l’occasione di ricominciare sul serio. Ho visto nascere su tanti volti dei sorrisi meravigliosi, segno di una vera festa del cuore. Ma soprattutto ho incontrato un volto, vivo e presente, il volto di Dio.
Certo è impossibile esaurire a parole tutto ciò che è passato nel cuore e nella mente in quella notte: i desideri, le aspettative e i timori dei giorni immediatamente precedenti all’evento ; il coraggio di affidarsi e di lanciarsi in questa avventura; la straordinarietà di una notte di grazia; la gioia del giorno dopo. Ci sono tante immagini e tanti pensieri che ora affollano la mente, nell’attesa di essere ordinati e ripensati per rimanere per sempre ancorati e incisi nel cuore.
Una delle cose più impressionanti credo sia stata la viva percezione di non aver semplicemente incrociato per qualche istante delle persone anonime e sconosciute,ma di essermi accostata a delle anime, nella certezza che il nostro incontro non fosse casuale ma preparato e desiderato proprio da Dio. Mi sembrava di conoscere quei cuori da sempre, di sapere in fondo che cosa stessero cercando, di quali parole avessero bisogno. Anche i volti mi apparivano tutti familiari, già visti e conosciuti, come se da qualche parte, chissà dove, li avessi già incrociati. E mi sembra di poter dire di averli già tutti avvicinati nella preghiera, quando nei mesi precedenti mi preparavo a quell’appuntamento.
Un altro fatto singolare è accaduto dopo alcune preparazioni, nelle prime ore della notte. Me ne stavo lì, all’entrata della fontana della Riconciliazione, nella trepidazione di scoprire quali anime il Signore mi avrebbe mandato ancora, quando ho sentito l’urgenza di rinfrescare il cuore alla Sua presenza, come se avesse voluto ricordarmi che senza di Lui io non posso fare nulla e che per affidarmi altri cuori dovevo essere pronta ad accoglierli. Sono corsa alla fontana dell’Adorazione, mi sono inginocchiata davanti all’Eucaristia e mi sono sciolta in un pianto silenzioso…in quel momento ho capito che davvero il Signore si stava servendo di me per raggiungere tanti giovani, che era Lui a parlare, Lui a suggerire, Lui ad amare attraverso di me. E’ proprio vero che Dio può fare grandi cose anche con piccoli strumenti!
Ma credo che la consolazione più grande che ho ricevuto sia stata quella di poter contemplare gli amici che con me si sono preparati per mesi a vivere questo Incontro. Ho ricevuto più volte tanti incoraggiamenti attraverso un sorriso, ho sentito la tensione dei loro cuori emozionati in un abbraccio, ho letto la riconoscenza per la fiducia accordata dal Padre nelle lacrime che scorrevano sul viso di molti, ho percepito la gioia grandissima di essere assieme al servizio di molti. Specialmente sono rimasta edificata dall’intraprendenza dei più piccoli tra noi, che con semplicità e freschezza invitavano i giovani a ritornare al Padre.
Sono certa che il miracolo accaduto in quella notte non si esaurisca né finisca come un piacevole ricordo nascosto nella memoria di pochi, ma che sia un evento che provoca una risonanza fortissima nella vita di tutti coloro che si sono lasciati investire dalla grazia che realmente scorreva abbondante, un seme gettato dall’Alto per produrre frutti numerosi.
Oggi,nella gioia del giorno dopo, possiamo essere fedeli a quell’ Eccomi che a Loreto abbiamo pronunciato assieme a Maria, perché la Grazia ricevuta continui ad operare nella nostra vita e, attraverso di noi, nella vita di molti.