
Immaginatevi la scena: su un traghetto alcuni ragazzi che parlano in cerchio con un tono un po’ sommesso ma con un sorriso enorme; parlano di Dio, di amicizia, di preghiera e di fede mentre la gente passa, magari li osserva un attimo e poi passa..
Il sorriso enorme è dato dal fatto che l’argomento della loro chiacchierata è un argomento che li ha uniti molto, ha rafforzato le loro amicizie e ha dato loro una rinnovata spinta per continuare a testimoniare con semplicità la loro Fede.
Hanno concluso da pochi giorni un’esperienza straordinaria, intensa e piena di emozioni durante l’incontro dei giovani italiani a Loreto con il Papa facendo servizio ad una delle otto fontane di Luce, precisamente la Fontana della Riconciliazione dove, insieme al gruppo di Giovani e Riconciliazione, hanno accompagnato i pellegrini ad avvicinarsi alla Confessione con rinnovata fiducia e tanta gioia.
Non è facile per loro mettere in fila i pensieri, riordinare le emozioni per poter condividere insieme la “gioia del giorno dopo” ma mentre parlano lasciano affiorare i sentimenti e le sensazioni tra le quali subito si rende evidente un senso di grande stupore e gratitudine per l’esperienza di grazia che hanno vissuto all’interno di una Chiesa giovane, ad ampio respiro, non più ristretta entro orizzonti privati ma spalancata verso spazi di relazione inaspettati; una Chiesa capace di essere veramente luogo di una comunione generata dal servizio a Dio e alla gioia degli uomini; luogo di comunione anche con quei volti sconosciuti ma inaspettatamente amati di persone che chiedevano d’essere accompagnate alla Riconciliazione.
Questo aspetto dell’esperienza ha consegnato ai cuori di tutti i ragazzi presenti una grande speranza, quella speranza che scaturisce dalla certezza di non essere soli nell’avventura esigente e affascinante della fede.
È stato edificante e commovente assistere alla processione ininterrotta di persone, perlopiù ragazzi, che in modo ordinato aspettavano per entrare alla fontana ed incontrare l’Amore di Dio che perdona. constatato che i ragazzi come loro non vedono l’ora di avvicinarsi al confessionale, ad un sacerdote che sia disposto ad ascoltare la loro vita e a perdonare i loro peccati, hanno capito che non è vero che i giovani rifiutano questo sacramento ma che è fondamentale la disponibilità da parte di chi fa questa proposta.
I pellegrini che si avvicinavano alla fontana della riconciliazione trovavano proprio questo: ragazzi coetanei che si mostravano disponibili ad un confronto all’interno di un breve momento di preghiera che precedeva la confessione, ragazzi che si erano preparati a lungo nel corso dei mesi passati, che non hanno improvvisato il loro servizio.
I nostri amici sul traghetto ripercorrono il cammino passato fatto di incontri di preparazione e momenti di forte preghiera e riflettono su fatto che su di essi vi era una grande responsabilità; accompagnare delle anime verso la Riconciliazione infatti non è cosa da poco, durante i momenti di accompagnamento alla confessione assi hanno sentito chiaramente che una piccola parte della responsabilità per la salvezza di quell’anima si appoggiava sulle loro spalle