
Il gruppo Giovani e Riconciliazione è nato dai ragazzi e dalle ragazze che hanno svolto il servizio confessioni al Circo Massimo nell'agosto 2000, in occasione della GMG di Roma. In quel luogo, per tre giorni e tre notti, i giovani partecipanti al pellegrinaggio giubilare sono accorsi in file interminabili per accostarsi al sacramento della Riconciliazione; ai volontari del servizio confessioni era chiesto di rendersi testimoni della gioia del perdono, aiutando le coscienze ad interrogarsi alla luce della Parola di Dio e divenendo segno visibile della festa del Signore e della Chiesa per ogni figlio che ritorna a Lui.
Quella esperienza di accoglienza, preparazione ed accompagnamento dei nostri coetanei all'incontro con la misericordia di Dio è stata per noi una vera e propria Grazia, che ha suscitato il desiderio di continuare a testimoniarla e diffonderla, attraverso la prosecuzione di quella modalità specifica di celebrazione della confessione che alla GMG di Roma era riuscita a toccare in modo così evidente il cuore di tanti giovani.
L’apertura di un sito web gestito dagli stessi volontari del Circo Massimo, con una piazza virtuale in cui giovani e sacerdoti possono incontrarsi e scambiarsi esperienze, è stato il punto di partenza di una serie di contatti che hanno portato il gruppo a farsi conoscere e ad arricchirsi via via di nuovi membri, accomunati dal desiderio di far riscoprire, ai giovani in particolare, uno dei tesori più grandi che il Risorto ha donato alla Sua Chiesa.
Varie parti d’Italia sono state così raggiunte in questi anni da celebrazioni penitenziali organizzate sullo stile della GMG di Roma; ed ogni volta è stata una conferma di come tanti giovani vedano nella Confessione un’esperienza decisiva per la propria vita, soprattutto se il sacramento è debitamente preparato e celebrato.
Tra i tanti eventi condivisi con Giovani e Riconciliazione, alcuni si sono impressi in modo indelebile nella mente di chi li ha vissuti: le lunghe notti di Loreto, sia nel 2002 che nel 2003, con la liturgia penitenziale a conclusione dell’incontro dei giovani del Mediterraneo.
La “Pentecoste dei giovani” a Catania, nel 2004, in cui siamo stati invitati ad accompagnare al Sacramento della Riconciliazione tutti i giovani della diocesi. In quest’ultima circostanza, alcuni di noi sono stati testimoni privilegiati di un’esperienza di grazia impegnativa ed unica, varcando la soglia dell’Istituto Penitenziario Minorile “Bicocca” per accompagnare alla Confessione alcuni giovani carcerati.
A inizio settembre 2007, dopo un intenso cammino di preparazione, in oltre trecento eravamo di nuovo a Loreto, per l’animazione della “Fontana della Riconciliazione” durante l’incontro dei giovani italiani con Papa Benedetto. Ed ancora una volta abbiamo potuto vedere all’opera lo Spirito, che ha toccato i cuori di una moltitudine immensa di ragazzi e ragazze: per diciotto ore consecutive i giovani dell’Agorà si sono messi in fila per celebrare il Sacramento della Riconciliazione, accostandosi ad uno dei 350 sacerdoti, provenienti da tutta Italia, che si sono alternati nei 100 confessionali a forma di vela disposti sul pendio.
Nel marzo 2008, a Jesolo, abbiamo avuto la possibilità di accompagnare alla Confessione i partecipanti alla Festa dei Giovani della Gioventù Salesiana del Triveneto.
Nel biennio 2008/2009, poi, la nostra esperienza non ha smesso di arricchirsi di numerose celebrazioni penitenziali, svolte secondo questo stile, che già dopo il Giubileo hanno raggiunto varie zone di Italia.
In alcuni casi, questi appuntamenti hanno regalato a Giovani e Riconciliazione nuovi compagni di viaggio, desiderosi di condividere da protagonisti questo servizio: alla “vela” di Reggio Emilia si sono così aggiunte quelle di Catania, di Como-Sondrio, di Pinerolo, di Acireale.
Ogni occasione costituisce una conferma del fatto che i giovani, oggi, vedono ancora nella Confessione un’esperienza decisiva per la propria vita, soprattutto se il sacramento è debitamente preparato e celebrato.
Ma il nostro essere Giovani e Riconciliazione non è rimasto confinato in questi anni alle liturgie penitenziali in cui veniva richiesta la nostra presenza: per tanti, questa esperienza ha iniziato a caratterizzare e plasmare la modalità di vivere il Sacramento della Riconciliazione nella propria vita di fede ordinaria, mantenendo così viva quella gioia che solo la comunione in Dio e con i fratelli riesce a donare. È quello che, prima di tutto, ci auguriamo di potere testimoniare e diffondere ai coetanei attraverso il nostro servizio.
I confessionali a forma di vela utilizzati all’Agorà 2007 di Loreto e, di lì, in tutte le celebrazioni penitenziali successive, hanno suggerito il nome “ufficiale” dei gruppi di Giovani e Riconciliazione che stanno nascendo nelle diverse Diocesi italiane. A ciascuna “vela” corrisponde quindi un gruppo di giovani volontari della stessa Diocesi, guidati e accompagnati da un referente laico e da un Sacerdote.